Guardarsi il bel documentario del 2006 “U.s.a. contro John Lennon” di David Leaf e John Scheinfeld significa - anche per chi allora non c’era - farsi un bel tuffo in un passato recente che, piaccia o no, ha modificato gusti e costumi della nostra società. Come tutti sanno, tra i protagonisti di quella stagione, ci fu anche il “menestrello di Duluth”, al secolo Bob Dylan, uno che con la sua fastidiosa vocetta nasale è stato capace di incidere sulla storia della musica contemporanea (e non solo quella) forse solo quanto i Beatles.
Poi i tempi cambiano, Dylan lo ripete dal 1963:
“Come mothers and fathers
Throughout the land
And don’t criticize
What you can’t understand
Your sons and your daughters
Are beyond your command
Your old road is
Rapidly agin’.
Please get out of the new one
If you can’t lend your hand
For the times they are a-changin”
ma fa un certo effetto vedere oggi l’autore di “Like a rolling stone” in sella a un SUV della Cadillac, promuovere il proprio canale sulla radio satellitare XM presente di serie sulla più classica delle marche automobilistiche Usa. “Siamo felici - ha dichiarato infatti Liz Ventura, Global Marketing Director di Cadillac - di unirci a XM in questa eccitante campagna che mette insieme due icone americane, Dylan e Cadillac”. Naturalmente, sulla virata di Dylan fioccano critiche e una certa ironia (il commento di un lettore di Crave: “Dio, fammi fuori…”).
E me invece, che mi sono visto il film su Lennon appena un paio di giorni fa, la domanda sorge inevitabile: non avesse incrociato sulla sua strada Mark Chapman, l’ex Beatle sarebbe oggi disponibile a far da testimonial - tanto per rimanere in tema - alla General Motors?
at October 31, 2007 - 1:23 pm
Beh, e’ il crollo di un mito, o e’ la pubblicita’ ad aver scalato le vette dell’espressione moderna?
le critiche mi sembrano esagerate..io vedrei il cantautore, che ha bussato alle porte del paradiso, come il testimonial perfetto di una marca di video citofoni ;-D
John Lennon invece e’ perfino il testimonial “virtuale” della gara Oxydo, nella bella grafica di rueeasy
Non credo mi stupirei, dovessi vedere una pubblicita’ con un grande della cultura musicale, semmai, da fruitore di musica, e pubblicita’, mi piacerebbe fosse una pubblicita’ degna di tale testimonial, e beh, certo, anche il marchio pubblicizzato ha la sua importanza
at October 31, 2007 - 1:34 pm
Perfettamente d’accordo con te Santogiuseppe. A me tutti quelli che si scandalizzano (e immagino siano parecchi) per la virata di Dylan fanno un po’ ridere (però mi ha fatto anche molto ridere il “Dio, fammi fuori…”). Un unico appunto: questo spot - dal mio punto di vista - è piuttosto brutto. Ma qui entriamo nei gusti personali dove ognuno risponde solo al proprio metro.
Alla domanda su Lennon, che ho posto, provo a dire anch’io la mia: secondo me la farebbe, di certo però “selezionando”. Come del resto già oggi fanno in molti testimonial d’eccellenza che si rifiutano di promuovere marchi che non danno determinate garanzie , ad esempio sul rispetto per l’ambiente.